Abbazia di Montecassino

Questa imponente struttura venne fondata su un colle di 516 m. s.l.m.) che domina maestosamente la pianura circostante. L’abbazia venne fondata nel 529 da S. Benedetto, che qui si ritirò provenendo da Subiaco. Il primo nucleo della Basilica, fu costituito dalla Chiesa di S. Martino e da un oratorio in onore di S. Giovanni Battista, eretti sui resti di un antico tempio pagano dedicato ad Apollo. L’abbazia fu il luogo in cui il Santo scrisse la sua Regola e dove morì il 21 marzo 547 ed è proprio da questo luogo che il monachesimo si diffuse in tutta Europa. L’Abbazia subì nel corso del tempo vari e gravissimi danneggiamenti, a partire dalla discesa dei Longobardi, nel 580, fino al terribile bombardamento alleato nel corso della II Guerra Mondiale.

L’attuale Basilica a tre navate venne costruita nell’VII secolo, insieme alla Chiesa di S. Salvatore e al Monastero. Nei primi anni del 1504 l‘Abbazia venne unita alla Congregazione di S. Giustina di Padova, denominata poi Cassinese, mentre nel ‘600 la Chiesa venne eretta nuovamente prendendo l’aspetto attuale e nel secolo successivo vi si aggiunsero le ricche decorazioni marmoree; ma fu solo nel dopoguerra che essa venne ricostruita nelle linee originarie.

Il complesso dell’Abbazia ha la forma di un grande rettangolo irregolare entro cui si trovano i Chiostri, la Chiesa e il Monastero. Superato l’ingresso si vedono subito i tre Chiostri, comunicanti tra loro. Nel chiostro d’ingresso, al centro un gruppo in bronzo che raffigura la Morte di S. Benedetto, di Attilio Selva, del 1953.

Attraverso una scalinata si giunge a un atrio a 5 arcate al di là del quale si apre il chiostro dei benefattori, eretto poco dopo il 1510 su disegno di Antonio da Sangallo il Giovane. Di fronte la Chiesa, ricostruita nel 1951 con tre portali in bronzo, quello centrale è del 1066. L’interno, in stile barocco, fu consacrato da Benedetto XIII nel 1727 e ricostruito e riconsacrato il 24 ottobre 1964 da Paolo VI, che in quell’occasione proclamò S. Benedetto patrono d’Europa.

Ha pianta a croce latina, con tre navate divise da pilastri e cappelle laterali. Anche il pavimento è a intarsio marmoreo.

Sono scomparsi la decorazione della volta e il quadro della parete d’ingresso e al suo posto è stato eseguito un grande affresco da Pietro Annigoni, che rappresenta la Gloria di S. Benedetto, in cui sono ritratti anche il Card. Schuster, l’abate Ildefonso Rea, Papa Paolo VI. L’altare maggiore, di Cosimo Fanzago, è stato ricostruito anche con elementi originali. Il paliotto, ultima opera di Affilio Selva (1970), fuso in argento, rappresenta la glorificazione di S. Benedetto attraverso l’opera dei suoi discepoli. Dietro, in una nicchia, una lastra di rame dipinta a olio, con S. Benedetto e S. Scolastica. Attraverso due scale si scende nel centro dell’oratorio di S. Giovanni dove c’è il Sepolcro dei due Santi. A destra dell’abside la Cappella dell’Assunta che ha una tela di Paolo de Matteis (l’Assunta), l’unico quadro scampato alla distruzione. Alla parete sinistra del presbiterio, il Sepolcro di Pietro de Medici di Antonio e Francesco da Sangallo (1531-39). A sinistra dell’abside la Cappella della Pietà, con una Pietà di Francesco Solimena e Flagellazione, tela del secolo XVI e Preghiera nell’orto di Nicola Malinconico. La cupola, dopo la ricostruzione è stata affrescata da Pietro Annigoni.

Nell’abside un ricchissimo coro intagliato in noce. La cripta è la sola parte del complesso non completamente distrutta dal bombardamento, e risale al 1545. Il Museo storico con undici sale di esposizione presenta sculture, antiche stampe, miniature, quadri, argenteria, oreficeria e la Biblioteca conserva pezzi di inestimabile valore.

Si celebra la festa del Transito di S. Benedetto il 21 marzo, S. Scolastica il 10 febbraio, S. Benedetto patrono d’Europa l’ 11 luglio, Assunzione il 15 agosto, dedicazione dell’Abbazia 1° ottobre.

Le liturgie benedettine hanno il loro culmine nella Settimana Santa e a Natale.

Il Venerdì Santo viene esposta una preziosa reliquia della S. Croce, portata da Gerusalemme dal monaco Leone nell’ VIII secolo.

S Messa feriale ore 7, concelebrata; festive 9, 10:30, 12.

E’ aperto dalle 8,30 alle 12,30 e dalle 15:15 alle 17:30 (18:30 in estate).

Si tengono attività di ricerca, convegni organizzati dall’Archivio storico e concerti.

Annuale corso di canto gregoriano in settembre e di organo in ottobre.

All’entrata due locali adibiti alla vendita di oggetti ricordo e pubblicazioni di Storia della Chiesa e Monastica, icone in riproduzione eseguite dai novizi, miele.

TRATTO da :

Guida ai Santuari d’ Italia – G. Farnedi – Piemme Pocket 2006

MONTECASSINO (FR)

Abbazia di Montecassino

Monaci Benedettini Cassinesi

03043 MONTECASSINO

Tel. 0776.311529

(diocesi di Montecassino)

In auto: autostrada A2 Roma-Napoli, uscita a Cassino, dalla città si sale all’Abbazia (9 km).

In treno: linea Roma-Caserta, stazione di Cassino, poi autobus locale o taxi.

 

 

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